AL CHECK IN

Scritto da Adriano 21/01/2024 Lascia una risposta

Tra intelligenza artificiale e razionalizzazione del lavoro, nel giro di pochi anni il contatto  umano è venuto a mancare in tutta una serie di normali attività commerciali.  Dal distributore di benzina, al supermercato, dalla biglietteria  di treni e aerei alla banca sempre di più sono i terminali di servizio e sempre di meno le persone con le quali interloquire. Le macchine controllano i passaporti e i bagagli e un virtuale assistente di volo ci aggiorna con una certa precisione sulle procedure di imbarco e su eventuali ritardi. In Europa è ormai norma consolidata dalla maggioranza delle compagnie aeree (Rayanair in primis) la pratica di dover arrivare in aeroporto con il check in già fatto. E se proprio vuoi “fatturare” alle partenze lo farai attraverso terminali che in cambio dei tuoi dati ti stampano il documento per imbarcare. Lì c’è ancora qualche “umano” per aiutare il passeggero, specie i più imbranati, a cavarsi dall’impaccio.  In Tunisia  invece le procedure di partenza aereoportuali sono  quelle di “prima” ed ancora possibile chiedere all’incaricato se ti può "dare un corridoio", piuttosto che un finestrino,  puoi scambiare due parole e  un sorriso può essere il giusto prezzo per un paio di chili di peso in eccesso. So di andare controcorrente, ma tra i due metodi la mia preferenza va al secondo,  il più lento e umano. Spero solo che possa resistere ancora un po', almeno fino a quando potrò continuare a volare…  

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