L'ARCO E LE FRECCE

Scritto da Adriano 02/01/2024 Lascia una risposta

Fin dagli anni del liceo Gibran Kalil Gibran è stato uno dei miei poeti e pensatori preferiti e Il suo “Profeta” mi ha accompagnato nella peregrinazione che è stata la mia vita. E che continua ad essere. Nelle sue opere il grande poeta e filosofo libanese-americano riflette sui grandi temi, vita, morte, amore, libertà, odio … ma dedica molti dei suoi scritti alla famiglia e alle  relazioni familiari. Uno dei temi che mi hanno  sempre interessato, prima da figlio e poi da padre, è proprio quello della relazione tra genitori e figlio.

Quell’inizio della poesía “I figli vostri non sono vostri figli” cala come un macigno sulle pretese che molti genitori hanno di “trasmettere” le proprie idee, di “renderli simili a loro”, di “aiutarli”, sulla base di esperienze già vecchie, perchè appartengono al passato. No, per Gibran, i genitori sono “gli archi dai quali i figli sono scoccati come frecce viventi” Le frecce volano e l’arco è saldo… e l’arciere, dopo aver indirizzato la freccia, la segue. Da lontano, senza più interferire, ma pronto ad esserci,se chiamato.

Uno dei ringraziamenti postumi, che mi capita abbastanza spesso di rivolgere a mio padre è proprio quello di avermi dato la possibilità di essere “freccia”: a diciassette anni mi mandò un mese in Inghilterra (quando ancora l’andare all’estero per studio era opportunità per pochi), accettò senza battere ciglio che andassi in Unione Sovietica a sviluppare la ricerca per la mia tesi di laurea, e che scegliessi una (non) carriera lontano certo da quello che avrebbe desiderato per me. Se mi è andata bene come figlio, non posso dire lo stesso come padre. Il fallimento dei due matrimoni, seguito in entrambi i casi da lunghe sequele sulla parte economica, ha favorito un drastico allontanamento tra alcuni dei figli e me, allontanamento ormai cristallizzato, senza ripensamenti. Mi consola il fatto che loro siano in pieno viaggio e, dalle poche notizie che ho da terzi, un viaggio di successo .

Perchè stasera non vi racconto di una delle tante "storie di Albergue" che ho incontrato e parlo invece di un tema che mi tocca dentro? da un lato per ricordare i consigli di Gibran (giorni fa parlavo con una mamma terrorizzata dal fatto che il figlio voglia “uscire di casa”(a quasi quarant’anni) dall’altro perchè di fronte a un muro insormontabile, come è appunto l’allontanamento volontario di un figlio, non rimane altro che sperare che la freccia segua un buon percorso.

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