UNA ESTATE SUL TITANIC

Scritto da Adriano 05/07/2022 Lascia una risposta

Rientro a casa dopo due mesi trascorsi nella "bolla del Cammino" e mi ritrovo immerso nel mondo della narrazione. Se nelle settimane passate ciò che ha contato nel mio vivere quotidiano sono stati "fatti" e "incontri" capaci di provocare stati d'animo e emozioni, ora gli input arrivano dalle notizie, che non sono poi notizie ma interpretazioni o narrazioni di fatti a noi sconosciuti.Tra le rivoluzioni di questo inizio di secolo credo che tra le più importanti vi sia quella che interessa la comunicazione, indipendentemente dallo strumento usato. Se l'epoca della radio fu caratterizzata da un alto contenuto educativo, quella della televisione, a partire dalla rivoluzione berlusconiana, ha seguito un canovaccio opposto, diseducando generazioni di giovani e meno giovani che hanno riprodotto sui social quanto appreso dai programmi spazzatura della televisione. La "narrazione" è poi diventata uno strumento usato da molti politici (e Renzi mi pare sia stato uno dei più bravi in questa deriva) e il narrare è diventato sinonimo di bugia.., il che rientra in questo nostro tempo nella normalità delle cose. Così continuiamo a leggere notizie e contronotizie, a notare conflittualità macroscopiche tra titolo e contenuto di un articolo. Giustamente la gente da sempre meno importanza a ciò che legge e a ciò che sente e il "vivere alla giornata" è diventata la litania più gettonata che i guru della felicità lanciano al gregge. Intanto è incominciata l'estate con i riti di sempre e la orchestrina del Titanic che imperterrita continua. suonare. Di bollette e di inflazione, di pandemia e di guerra si parlerà in autunno, se il transatlantico più elegante e sicuro non sarà già affondato.

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